di Criz
PUBBLICATO IL 12 08 2005 - 21:42 E ARCHIVIATO IN Gnocca
Il genere della professoressa schiava deve essere genere molto fecondo in Giappone, al pari di quello della studentessa e della segretaria, vista l’immensa mole di AV che esitono sul tema.
Il film ricalca infatti i classici archetipi del genere scolastico-schiavista, di film come My beautiful teacher is a sex slave, il tocco che differenzia tutto è l’interpretazione di una Kirari Koizumi assolutamente scatenata, irriverente e dedita interamente all’arte del bukkake nonchè della zoccolaggine, rispetto ad un’interpretazione più elegante e di diverso spessore culturale che ne dà una come Kaede Matsushima.
La prof. Koizumi in pratica è diventata lo zimbello sessuale della scuola, tutti, dagli studenti ai professori ai bidelli compresi, almeno una volta hanno abusato di lei, quantomeno avendo partecipato ad uno dei vari bukkake, organizzati in onore della prof.
La prima scena si apre con lei che viene trascinata in un sotterraneo della scuola, da alcuni baldi giovani studenti.
Arrivati nel loco suddetto, la prof viene ammanettata al soffito e bukkakizzata a dovere praticamente da mezza scuola, nessuno si defila.
Lei dal canto suo, non si scompone più di tanto, essendo oramai da lungo tempo abituata alle bizze sessuali dei suoi studenti, e visto che più di un ragazzotto le è venuto sugli occhiali, lei poverina non vede più, qualcuno allora le fa il favore di aiutarla a toglierli, lei li pulisce con la lingua e li rimette al suo posto.
Dopo gargarismi vari, bollicine e gukkun, verso la fine qualcuno si ricorda che la prof ha pure un bel paio di tettine, cosi tolto il reggiseno e comincia a palparla, ma troppo tardi.
Arriviamo in classe.
La professoressa Koizumi spiega, nella solita classe di ripetenti cronici e anche qui qualcuno, mentre lei è intenta nelle regole della lingua giapponese, le aziona con un telecomando il vibratore che le ha istallato in precedenza nella patata.
Lei fa finta di sentirsi male, si accascia sulla cattedra, poi giustamente si incazza e fa una scenata a tutta la classe; che va bene il bukkake, va bene il gukkun e quello che cazzo volete, ma questa in fin dei conti è pur sempre una scuola e lei soprattutto è pur sempre una professoressa stimata, altro che cazzi!
Cosi esce dall’aula sbattendo la porta, visibilmente irritata.
Gli studenti fanno orecchie da mercante e il padrone del vibratore comincia a inseguirla che vuole riprenderselo, l’ha pagato un sacco di yen…
Così in un altro sotterraneo, sottoscala, magazzino (ma come sono fatte ‘ste scuole giapponesi!!??) la prende, le toglie una sorta di cintura di castità con tanto di lucchetto, la sbomballa di gusto e le spruzza il suo liquido seminale in bocca che lei prontamente gokkunizza.
Ma soprattutto il tipo si riprende il vibratore.

La terza scena è puro virtusismo.
La nostra prof si diverte a giocare in maniere e modi diversi con la sborra dei suoi studenti, inventando giochini e trabocchetti vari, tanto per farci capire con chi abbiamo a che fare.
Sala professori.
Il professore di educazione fisica, ha messo anche lui gli occhi sulla prof. Koizumi, solo che lui a differenza degli studenti, giovani debosciati, che si esprimono solo col bukkake, è un romantico uomo di altri tempi, cosi per trombarsela le regala dei fiori.
Lei dopo averlo ringraziato fa un po la ritrosa, lui senza pensarci due volte la sbatte sul tavolo, la smanetta per una cinquantina di minuti circa e alla fine esausto la tromba.
Lei tenta di fare i suoi giochini pure con la sbobba dell’educatore fisico, ma nn ci riesce, troppo poca, è abituata a ben altre avventure la tipa.
Scena finale, gloriosa.
La rivincita degli studenti: in classe la prof viene legata alla sedia, completamente nuda (tranne gli occhiali e le scarpe), con nodi da sapiente artista bondage e da li le viene praticato di tutto, inutile ripetere i soliti sollazzi, solo che questa volta prende parte all’adunata, oltre a tutta la classe, probabilmente pure ragazzi di tutte le altre scuole del circondario (mi sa che qualcuno ha sparso la voce…) e lei legata come un capretto accontenta tutti, in fondo felice di tutto ciò, a suo agio ed alla fine della abbuffata generale, si leccherà le labbra soddisfatta e sorridente.
L’insegnante è prorio un bel mestiere!
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